Marzo 9, 2026
Open_Day_foto-sfo

di Mia e Gaia ●

Entrare a scuola quella mattina non è stato come sempre. Indossavamo la maglietta arancione col numero e il nome del nostro istituto e, per la prima volta, non eravamo solo studentesse: eravamo tutor. Siamo due ragazze di terza della scuola secondaria di primo grado di Lodi Vecchio e vogliamo raccontarvi com’è stato vivere l’Open Day “in ingresso” dall’altra parte, accompagnando i bambini della primaria che presto potrebbero percorrere la nostra stessa strada. 

Appena arrivati, abbiamo accolto i bambini all’ingresso, consegnando loro dei braccialetti colorati per dividere i gruppi. Erano emozionati, qualcuno un po’ spaventato, e questo ci ha fatto subito venire voglia di rassicurarli. Sapevamo che per loro quel giorno era importante: scegliere una nuova scuola significa pensare al proprio futuro. Erano tanti e la cosa ci ha fatto sentire orgogliose e ci ha dato la sensazione di far parte di qualcosa che cresce. 

Mentre i genitori rimanevano in atrio ad ascoltare la presentazione della scuola e l’intervento dell’assessore all’istruzione Debora Cremonesi, noi abbiamo accompagnato i bambini nel tour degli spazi e nei laboratori. La visita all’aula di informatica è stata tra le più emozionanti: robotica, robot in funzione, una stampante 3D e tante postazioni PC. Subito dopo, nel Digital Lab, i professori hanno mostrato il blog della scuola sulla grande digital board: un vero giornale online dove raccontiamo la nostra vita scolastica con creatività. È stato bello vedere gli occhi dei bambini accendersi. 

Nel laboratorio di arte, poi, abbiamo aiutato i bambini a lavorare sulla storia di Argo e degli Argonauti, costruendo una barca con carta, forbici e colla. Tagliare, incollare, collaborare: lì si è creato un clima speciale. Intanto anche i genitori visitavano gli spazi della scuola: palestra, cucina, aula di musica, STEM, arte. 

A fine mattinata eravamo stanche, ma felici. Ci siamo sentite utili, responsabili e importanti per qualcuno che sta per iniziare un nuovo percorso. Fare da tutor ci ha fatto capire quanto siamo cresciute e quanto una scuola possa essere davvero un luogo che accoglie, accompagna e fa sentire a casa. 

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