di Gabriele e Paolo ●
Quando ci hanno proposto il progetto degli scacchi, all’inizio eravamo solo curiosi. Poi, già dalle prime lezioni, abbiamo capito che non si trattava solo di un gioco, ma di un vero allenamento per la mente. Gli scacchi sono nati in India e si basano sulla strategia: l’obiettivo è difendere il re, perché se viene catturato o bloccato in scacco matto la partita è persa.
Siamo 18 ragazzi delle classi prime e seconde e giochiamo contro compagni che spesso non conoscevamo prima. Questo è stato bello perché, oltre a muovere le pedine, abbiamo imparato anche a fare amicizia e a rispettare l’avversario. Le partite funzionano come in un torneo: chi vince sfida altri vincitori, chi perde gioca con chi ha perso, così tutti trovano sempre qualcuno del proprio livello.
Nella prima lezione, con una presentazione sulla digital board, ci hanno spiegato le regole, i nomi delle pedine e le mosse più importanti come lo scacco e lo scacco matto. Poi, giorno dopo giorno, il livello si alza: abbiamo iniziato dalle pedine, capendo come avanzare e quali sono i movimenti giusti, e ogni volta impariamo qualcosa di nuovo. Il progetto durerà 15 lezioni, quindi c’è tempo per migliorare davvero.
Giocare a scacchi è emozionante: ti fa pensare, ti mette alla prova e ti insegna che anche dal perdere si impara. Alcuni di noi già sapevano giocare, altri stanno scoprendo tutto adesso, ma a tutti piace questa sfida. Io, per esempio, ho comprato una scacchiera per casa e voglio insegnare anche ai miei genitori e a mia sorella. Chi lo sa, magari questo progetto ha fatto nascere una nuova passione.
Ecco altri momenti di questo fantastico progetto:








