Luglio 20, 2026
IMG_20260513_110957

della classe 2^ B ●

Quest’anno, nella nostra scuola secondaria, ma anche alla primaria e all’infanzia, si sono svolti tanti laboratori inclusivi ed espressivi. Tra quelli che ci hanno colpito di più c’è stato sicuramente “Sentire l’arte”, un progetto davvero speciale che ci ha fatto capire che il mondo non si percepisce soltanto con gli occhi.

Abbiamo vissuto momenti molto belli insieme ai compagni di altre classi, lavorando, riflettendo e divertendoci. Grazie a queste attività abbiamo capito meglio cosa significa convivere con una disabilità e quanto siano importanti l’inclusione, l’aiuto reciproco e il rispetto degli altri. Anche gli alunni della primaria e dell’infanzia hanno partecipato ai laboratori, rendendo tutto ancora più coinvolgente.

Nel frattempo, le professoresse hanno collaborato con l’Unione Ciechi e Ipovedenti di Lodi, un’associazione composta da volontari che ogni giorno si impegnano per sensibilizzare le persone sul tema della disabilità visiva attraverso incontri, attività ed esperienze gratuite.

Il momento conclusivo del progetto si è svolto mercoledì 13 maggio. È stata una giornata intensa e molto emozionante, durante la quale noi studenti abbiamo partecipato a incontri e laboratori per capire cosa significa vivere senza poter vedere. È stato bello anche condividere questa esperienza con i bambini più piccoli della primaria e dell’infanzia.

All’inizio abbiamo incontrato alcune persone non vedenti che ci hanno raccontato la loro esperienza. Abbiamo parlato di volontariato, del valore del dono e dell’importanza di aiutare gli altri, temi affrontati anche con altre associazioni venute nella nostra scuola, come AIDO e AVIS.

Ci ha colpito molto scoprire le difficoltà che affrontano ogni giorno: attraversare la strada, usare alcuni strumenti pericolosi oppure svolgere semplici faccende domestiche. Molti di loro ci hanno spiegato quanto sia importante fidarsi delle persone vicine, dei cani guida, del bastone bianco e anche degli altri sensi.

Abbiamo scoperto che la tecnologia può aiutare molto: esistono telefoni e computer parlanti, ma anche il Braille, uno speciale sistema di scrittura in rilievo che permette ai non vedenti di leggere e scrivere.

Una domanda che ci ha colpito tantissimo è stata: come sogna una persona cieca? Ci è stato spiegato che chi ha perso la vista durante la vita sogna ancora per immagini, mentre chi è cieco dalla nascita sogna usando gli altri sensi. È stata una risposta che ci ha fatto davvero riflettere.

Dopo l’incontro abbiamo partecipato a cinque laboratori esperienziali, quasi tutti bendati, per provare a immedesimarci nelle difficoltà dei non vedenti.

Nel laboratorio degli elaborati tattili abbiamo toccato opere artistiche create con materiali in rilievo e addirittura siamo entrati dentro un quadro immersivo. Abbiamo capito che l’arte non serve solo per essere guardata, ma anche per essere vissuta e “sentita”.

I bambini dell’infanzia avevano invece preparato dei bastoni della pioggia, strumenti sonori che creavano un’atmosfera rilassante e molto suggestiva.

Nel laboratorio di scrittura Braille alcuni volontari ipovedenti ci hanno insegnato le basi di questo sistema davvero difficile ma affascinante. Per aiutarci a comprenderlo usavano anche speciali mattoncini tipo Lego con i puntini del Braille in rilievo.

Molto emozionante è stato il percorso al buio: guidati da persone non vedenti abbiamo usato il bastone bianco su una pavimentazione speciale. Alcuni di noi erano agitati e hanno capito quanto possano dare fastidio i rumori quando non si può vedere.

Infine abbiamo svolto attività della vita quotidiana senza usare la vista: riconoscere oggetti, indossare vestiti, distinguere alimenti con il tatto e l’olfatto oppure inserire spine e prese elettriche. È stato divertente ma anche difficile, e ci siamo accorti che gli altri sensi possono diventare molto più importanti di quanto pensiamo.

Questa esperienza ci ha lasciato davvero tanto. Ci ha fatto capire che dietro ogni difficoltà esistono anche forza, coraggio e capacità incredibili. Per qualche ora abbiamo provato a vedere il mondo in modo diverso e forse, proprio per questo, adesso guardiamo anche le persone con occhi diversi. E forse è questo il significato più bello dell’inclusione: imparare che ogni persona, con le proprie fragilità e le proprie risorse, ha qualcosa di importante da insegnare agli altri.

Ecco altri momenti di questa bellissima iniziativa in compagnia dei rappresentanti dell'Unione ciechi e ipovedenti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *