di Paolo, Mattia, Fabio e Aldo
Il 14 settembre è il giorno in cui riapre ufficialmente la scuola. Ma, per alcuni di noi, quest’anno la campanella è suonata un po’ prima. Dal 7 all’11 settembre, infatti, la nostra scuola ha aperto le porte agli studenti per dare il via ai laboratori del progetto Agenda Nord – “Brain Lab: Officina delle idee”.
Per cinque mattine, dalle 8.30 alle 12.30, abbiamo potuto ritrovare compagni e insegnanti, conoscere ragazzi di altre classi e soprattutto fare attività diverse da quelle della scuola “normale”. Il progetto prevede moduli di 30 ore: le prime 20 sono state concentrate in questa settimana di settembre, mentre le altre 10 continueranno nei pomeriggi, entro dicembre.
L’idea è stata anche quella di venire incontro alle famiglie, offrendo un’occasione di accoglienza e di attività per i ragazzi ancora prima dell’inizio ufficiale delle lezioni. E, diciamolo, tornare a scuola senza partire subito con compiti, verifiche e interrogazioni è stato un modo decisamente più piacevole per ricominciare!
Radici e parole: anche la lingua può diventare un laboratorio
In questo laboratorio siamo andati alla scoperta della lingua italiana, cercando di capire da dove arrivano le parole e che cosa hanno a che fare con il latino.
Abbiamo letto, lavorato in gruppo e scritto piccoli testi. L’attività che è piaciuta di più a Matia è stata quella della storia collettiva: tutti seduti in cerchio, ognuno doveva scrivere circa cinque righe e poi passare il foglio a un compagno. Così, pezzo dopo pezzo, la storia è comparsa sotto i nostri occhi.
«Mi è piaciuto perché abbiamo potuto lavorare con calma, senza sentire subito lo stress dei compiti della scuola normale».
E forse proprio questo è stato uno dei vantaggi di questi primi giorni: imparare, ma in un modo un po’ diverso.
Esprimersi e apprendere: leggere, disegnare e creare
Qui la lettura è diventata il punto di partenza per fare qualcosa di nostro. Abbiamo scelto libri, cercato informazioni e trasformato quello che avevamo scoperto in disegni ed elaborati.
Aldo, per esempio, ha lavorato sul libro Proplayer, dedicato a un ragazzo appassionato di videogiochi. Da lì è nata l’idea di realizzare un disegno con joystick, controller e televisori.
Altri compagni hanno scelto libri completamente diversi: anime e angeli, storie sul bullismo e altri argomenti.
«La cosa che mi è piaciuta di più è stata disegnare con gli acquerelli. Il laboratorio è stato molto stimolante».
E non è finita qui. Questo laboratorio continuerà e porterà alla realizzazione di un murales all’ingresso della scuola. Ma su questo, per ora, non possiamo raccontare troppo!
Parole che uniscono: un fumetto per capirsi
Qui abbiamo scoperto che per comunicare non servono soltanto le parole.
Ci siamo divisi in tre gruppi. Ogni gruppo ha ricevuto una storia e ha realizzato dei disegni senza spiegare agli altri che cosa rappresentassero. Poi i disegni sono passati a un altro gruppo, che ha dovuto interpretarli e aggiungere i balloon e le didascalie.
Tra le storie c’era anche quella di Wonder, il famoso romanzo da cui è stato tratto anche un film.
«All’inizio è stato un po’ strano, ma l’ho trovato molto carino e stimolante. E poi mi ha fatto rivedere i miei amici un po’ in anticipo».
In fondo, anche questo significa “parole che uniscono”: provare a capire quello che qualcun altro vuole comunicare.
Orto e Giardino delle Farfalle: scuola all’aria aperta
Finalmente niente banchi!
In questo laboratorio abbiamo lavorato all’aperto, osservando le piante e prendendoci cura del nostro orto, che era già stato realizzato lo scorso anno. Abbiamo visto come crescono le piante e soprattutto quanto lavoro e attenzione servano per mantenerle vive e produttive.
Una delle esperienze più interessanti è stata la visita alla serra di Lodi Vecchio, dove un volontario, Mattias, ci ha mostrato le piante che coltiva. Alcune sono addirittura tropicali e non sono facili da far crescere nel nostro ambiente.
Paolo racconta:
«È stata una bellissima esperienza. Mi è piaciuto stare all’aria aperta e capire meglio la vita delle piante e le cure di cui hanno bisogno».
Abbiamo così scoperto che anche un orto può diventare un’aula. E forse è un’aula dove si impara qualcosa che sui libri è difficile capire fino in fondo.
Parole in scena: quando a parlare è tutto il corpo
C’è stato anche chi ha lavorato con la voce, il corpo e la mimica.
Il laboratorio “Parole in scena” ha utilizzato il teatro e le attività espressive per imparare a comunicare in modo più efficace. Giochi di ruolo, drammatizzazioni, improvvisazioni e brevi scene hanno permesso di lavorare sulle parole, ma anche sul modo in cui le pronunciamo e sul modo in cui il nostro corpo può aiutare a comunicare.
È stato un altro modo per imparare: meno seduti e più coinvolti, provando direttamente quello che stavamo facendo.
Una scuola che apre le porte
Alla fine di questa settimana ci siamo ritrovati tutti un po’ più pronti a ricominciare. Abbiamo incontrato compagni di altre classi, sperimentato attività nuove e scoperto che imparare può significare anche fare, provare, sbagliare, creare, collaborare e divertirsi.
Ma Agenda Nord non è stato soltanto un modo per anticipare di qualche giorno il ritorno a scuola. È stata anche un’occasione di accoglienza, di incontro e di partecipazione. Una scuola che apre le porte prima ancora dell’inizio delle lezioni dice ai suoi ragazzi che qui c’è uno spazio per loro. Uno spazio dove stare insieme, imparare e sentirsi parte di una comunità.
E questo conta anche nella lotta alla dispersione scolastica: trovare nella scuola un luogo in cui tornare volentieri, sentirsi accolti e scoprire qualcosa che ci interessa può fare davvero la differenza.
Adesso, però, comincia la scuola vera: banchi, libri, quaderni, compiti e verifiche ci aspettano!
Ma niente paura. I laboratori non sono finiti. Le attività continueranno anche nei prossimi mesi, soprattutto nei pomeriggi, con nuove esperienze da vivere e nuove cose da imparare.
Insomma, il nostro anno scolastico è appena cominciato. E, a quanto pare, abbiamo già iniziato a costruirlo.
Ecco alcune immagini dei laboratori, una per ogni attività:





