Dicembre 8, 2025
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di Manuela ●

Chi avrebbe mai pensato che un volano potesse farci divertire così tanto? Quando, a settembre, il professore Marco ci ha annunciato che avremmo iniziato un progetto sportivo dedicato al badminton, molti di noi non sapevano nemmeno pronunciarlo bene. “Badmìnton? Badmintòn?” – le risate non si contavano. Poi, poco alla volta, tra un colpo sbagliato e un punto conquistato, abbiamo scoperto che dietro quel nome un po’ strano si nasconde uno sport sorprendente, capace di unire velocità, concentrazione e spirito di squadra. 

Il progetto è iniziato il 23 settembre, e da allora il nostro palestrone si è trasformato in un vero campo di gioco, con racchette che fischiavano nell’aria e volani che sembravano piccoli razzi bianchi. A ogni lezione imparavamo qualcosa di nuovo: come impugnare la racchetta, come colpire il volano sopra la rete, come non farlo cadere sul nostro campo. Ma soprattutto abbiamo imparato a non arrenderci, anche quando il braccio sembrava voler dire basta. 

Abbiamo svolto sette lezioni intense con il’istruttore Marco, che ci ha guidati con pazienza e tanta energia. All’inizio molti di noi pensavano che il badminton fosse uno sport “facile”, ma presto abbiamo capito che richiede attenzione, riflessi e una buona dose di resistenza. Dopo le prime partite, eravamo tutti sudati e senza fiato… ma anche felici, perché stavamo scoprendo un modo nuovo di stare insieme e di metterci alla prova. 

La fase finale del progetto è stata la più emozionante: i tornei di classe! Le partite si sono svolte con grande tifo da parte dei compagni, che non smettevano di incitare chi era in campo. È stato bellissimo vedere come, anche se si trattava di una gara, tutti si incoraggiavano a vicenda. Alla fine, tra battute perfette, punti rocamboleschi e risate, Diego ha vinto il torneo dei maschi e Greta quello delle femmine. Due veri campioni, ma in realtà abbiamo vinto un po’ tutti: chi ha superato la timidezza, chi ha migliorato i propri movimenti, chi ha scoperto un nuovo talento nascosto. 

Ora che il progetto si è concluso, ci resta una bella sensazione di soddisfazione. Il badminton ci ha insegnato che anche uno sport poco conosciuto può regalare emozioni forti, se affrontato con entusiasmo e spirito di gruppo. Non è solo una questione di colpire un volano: è un gioco di attenzione, equilibrio e collaborazione, dove ogni punto conquistato è frutto di concentrazione e impegno.  

Qualcuno di noi ha già chiesto se il prossimo anno potremo ripetere l’esperienza. Chissà! Intanto, il ricordo delle lezioni, del suono secco del volano e delle risate in palestra resterà con noi. Il badminton ci ha fatto scoprire che muoversi, giocare e imparare insieme è la vera vittoria. 

E, se vi capita di vedere un volano bianco volare tra le mani di uno studente della “Gramsci”, sappiate che non è un caso: è la prova che lo sport può farci sentire liberi, uniti e un po’ più forti di prima. 

Altri momenti dei nostri tornei:

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