di Sofia, Giacomo e Thomas ●
Nel nostro percorso di educazione alla pace abbiamo incontrato il giornalista Salvatore Garzillo, che ci ha aiutati a capire cosa significhi osservare il mondo da vicino quando è attraversato dalla guerra.
Avendo lavorato in territori dove la guerra è stata — e in alcuni casi è ancora — una realtà quotidiana, ci ha spiegato come si sopravvive in situazioni così difficili: cosa si mangia, come ci si lava, dove si dorme e come si affrontano i bisogni fondamentali quando tutto attorno è pericolo.
Garzillo non è un giornalista “come gli altri”: oltre ai reportage, disegna ciò che vede. Ci ha mostrato alcuni suoi lavori, realizzati anche con materiali di fortuna come terra o erba, capaci di raccontare persone, volti, luoghi e momenti vissuti in prima linea.
Abbiamo avuto l’occasione di vedere un suo reportage girato in Ucraina, molto toccante dal punto di vista emotivo. Abbiamo osservato come le persone del posto affrontano la guerra, quasi costrette ad abituarsi al rischio quotidiano, in un contesto in cui ogni secondo può essere decisivo per salvare la vita. Ci ha mostrato dove vivono i soldati, i pochi civili rimasti e alcune delle armi e dei mezzi utilizzati nel conflitto.
Successivamente abbiamo discusso con lui dei temi emersi dal video e ci ha parlato di altri luoghi in cui ha lavorato, come il Sud-est asiatico. Gli abbiamo posto molte domande, ad esempio su come ci si adatta a una realtà così estrema o su come si arriva a intraprendere un mestiere come il suo.
È stato un incontro molto bello e formativo, che ci ha resi più consapevoli di ciò che accade nel resto del mondo e di come guardarlo con maggiore attenzione e responsabilità.
Ecco alcuni momenti della presenza del giornalista e illustratore Salvatore Garzilo - Salgar - presso il nostro istituto:



