di Ilaria ●
Lo so, lo so… arriva un po’ in ritardo questo resoconto! Ma, come si dice, meglio tardi che mai. Il sabato dedicato all’orientamento delle classi terze è stato così intenso che ho avuto bisogno di un po’ di tempo per mettere in ordine i pensieri. E poi, diciamolo, per noi di seconda è stato come dare un’occhiata al futuro: l’anno prossimo toccherà a noi scegliere la scuola superiore, e già solo pensarci mette un po’ di emozione (e anche un pizzico di ansia!).
Era sabato 18 ottobre 2025, quando nella nostra scuola, la “Antonio Gramsci” di Lodi Vecchio, si è svolta la mattinata dedicata all’orientamento. Gli alunni di terza sono arrivati con i loro genitori per scoprire cosa li aspetta dopo la scuola media: licei, istituti tecnici, scuole professionali… un mondo pieno di possibilità e di scelte da fare.
Io però non ero lì come visitatrice, bensì come hostess accompagnatrice! Insieme ad altri compagni di seconda, avevo un compito importante: aiutare i visitatori a orientarsi tra le aule. Mappa alla mano, abbiamo accolto docenti e referenti delle scuole superiori, mostrando loro dove sistemarsi. Prima che arrivassero le classi, abbiamo sistemato acqua, bicchieri e qualche dolcetto nelle aule, così da rendere tutto più accogliente. Sembrava quasi di preparare una grande festa, solo che al posto della musica c’erano presentazioni e domande sulle scuole del futuro.
Quando le classi di terza hanno iniziato ad arrivare, la scuola si è riempita di voci e curiosità. In ogni aula c’era un istituto diverso: il Maffeo Vegio, l’Agrario, il Calamandrei, lo Scientifico, l’ITIS, il Bassi e tanti altri. Noi hostess e steward ci muovevamo in coppia, pronti a indicare la strada giusta o a dare una mano a qualche genitore un po’ smarrito nei corridoi. A volte bastava un sorriso o un “di qua, signora!” per farci sentire davvero utili.
Tra un accompagnamento e l’altro, abbiamo anche potuto curiosare dentro qualche aula: ascoltare i professori che spiegavano le materie, i laboratori, le attività… e osservare le facce dei ragazzi di terza, un po’ emozionati, un po’ preoccupati, ma attenti. Mentre li guardavo, non potevo non pensare che tra un anno saremo noi al loro posto, con le stesse domande e le stesse paure: quale scuola scegliere? Sarò capace? Mi piacerà?
La mattinata è volata in un attimo. Quando tutto è finito e le famiglie hanno iniziato a lasciare la scuola, ci siamo sentiti un po’ stanchi ma anche fieri. Avevamo contribuito a rendere quella giornata più ordinata e accogliente, e avevamo vissuto un’esperienza che ci ha fatto sentire grandi.
A casa, ripensando a tutto, mi è venuto da sorridere: in fondo, l’orientamento non è stato utile solo per i ragazzi di terza. Anche noi di seconda abbiamo imparato qualcosa. Abbiamo capito che scegliere il proprio futuro non è facile, ma è anche una bella opportunità per conoscersi meglio, per capire cosa ci piace davvero e per iniziare a immaginare la strada che vogliamo percorrere.
E se penso a me, con la mia mappa in mano, che indicavo la via agli altri… forse è stato anche un piccolo segno: sto imparando a trovare la mia direzione.
