Dicembre 8, 2025
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d Diego, Magdy, Nicolò e Rocco ●    

La palla prigioniera è uno dei giochi più diffusi nelle ore di educazione motoria e, anche se a prima vista sembra solo un passatempo per correre e divertirsi, in realtà aiuta i ragazzi a crescere nello spirito e nel carattere. È per questo che vogliamo raccontarvelo dal nostro punto di vista, con la semplicità di chi lo vive ogni settimana in palestra. 

Si gioca in due squadre, su un campo diviso a metà. L’obiettivo è colpire gli avversari con la palla: chi viene preso deve andare nella “prigione”, che si trova in fondo al campo. Ma attenzione: se un tiro viene afferrato al volo, è chi ha lanciato a finire prigioniero! C’è una regola importante: non si può invadere lo spazio degli altri, ognuno deve restare nella propria metà. 

Noi, che siamo una classe di 23 alunni, lo rendiamo ancora più avvincente inventando la regola della “doppia vita”: bisogna essere colpiti due volte prima di uscire definitivamente. Questo permette a tutti di giocare più a lungo e di non scoraggiarsi subito. 

Ciò che rende speciale la palla prigioniera non è solo la corsa o la voglia di vincere, ma il fatto che si gioca sempre insieme. Serve collaborazione, strategia, fiducia nei compagni e anche un po’ di coraggio. Alla fine, non importa se si resta in campo o se si va in prigione: quello che conta è il divertimento, la voglia di ridere e di sentirsi parte di un gruppo. 

Per noi è molto più di un gioco: è un allenamento per diventare squadra anche nella vita. 

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