di Youssef, Moataz, Alaeddine, Ahmed, Veli e NIcolò •
Una serata che non è stata solo un incontro, ma un’esperienza vera, vissuta da vicino. Il 17 aprile, nella nostra scuola, si è svolto “Sapori di inclusione” e noi, ragazzi del laboratorio di cucina, siamo stati coinvolti come protagonisti nel rinfresco finale.
All’inizio siamo stati presentati davanti a tutti: un momento emozionante, perché ci siamo sentiti parte attiva della serata. Poi il Dirigente ha aperto l’incontro ricordando quanto sia importante prendersi cura degli altri e costruire una scuola davvero inclusiva, come indicano anche i valori della nostra Costituzione.
Durante la serata erano presenti tanti professionisti: psicologi, operatori dell’ASST di Lodi, servizi sociali, insegnanti e associazioni come La Tela di Matilda e LEDHA. C’erano anche genitori e famiglie di ragazzi con disabilità, che hanno raccontato storie vere, a volte difficili ma anche piene di forza.
Ci ha colpito molto l’intervento di Anna Lazzarini, della Tela di Matilda, che ha parlato delle difficoltà quotidiane delle persone con disabilità e delle loro famiglie, ma anche del ruolo importante della scuola, sottolineando il lavoro positivo del nostro istituto. Anche Alessandro Manfredi di LEDHA ha fatto riflettere sui bisogni dei ragazzi più fragili, parlando per esempio delle barriere architettoniche, che spesso vengono sottovalutate.
Poi è toccato a noi: con i guanti ci siamo messi dietro il banco del buffet a servire tutti. C’erano patatine, focacce, pizza, salatini, dolci di ogni tipo e anche prodotti senza glutine. Bevande per tutti e un clima davvero accogliente. Non eravamo solo “quelli che servivano”, ma parte di qualcosa di più grande.
Ecco cosa ne pensiamo:
«Io penso che questa giornata sia stata molto bella e che insegni ad aiutare i ragazzi con disabilità. Mi è piaciuto anche il discorso del Dirigente» (Youssef)
«Questa giornata era necessaria per unirci alle persone più fragili e alle loro famiglie» (Ahmed)
«Ci ha aiutato a crescere e a diventare più sensibili verso chi è meno fortunato. Sono contento di aver dato il mio contributo» (Alaeddine)
«È stata una serata molto bella, siamo stati tutti insieme senza differenze» (Veli)
«Mi ha colpito la forza delle persone fragili e il coraggio delle loro famiglie» (Nicolò)
Alla fine siamo tornati a casa con qualcosa in più. Non solo un’esperienza, ma una consapevolezza: l’inclusione non è una parola difficile, è qualcosa che si costruisce davvero, ogni giorno, anche con piccoli gesti. E quella sera… noi ne abbiamo fatto parte.
Ecco altre immagini della bella serata inclusiva:



